Primo avviso per non impazzire in questo mondo e per non entrare in un circolo vizioso da cui non si esce vivi.
Da un sei mesi non compro più vestiti, l'unica eccezione sono un paio di calze ultracoprenti che ho dovuto acquistare settimana scorsa per andare alla Scala di Milano. Forse ho comprato anche un paio di leggins neri a settembre sempre per un motivo del genere. Di vestiti ne ho in abbondanza e di seguire le mode del momento non me è mai fregato sinceramente troppo. Trovo che le mode siano il modo più subdolo per convincerti a lavorare un sacco per poi comprarti vestiti che dovrebbero farti sentire a tuo agio. E' una follia che si perpetua da troppo tempo.
Forse il mio stile è particolare e non faccio un lavoro che implica un abbigliamento adatto alla situazione. Alla redazione del mio giornale posso andare vestita da tirolese coi tacchi a spillo o da ginnasta anni '80 che più meno non se ne accorge nessuno. Vi informo solo che il mio direttore ama la tecno più di sua madre e che il caporedattore è figlio dell'hip hop new school, niente a che vedere con gente inquadrata sul vestiario.
Perciò sono avvantaggiata, lo so. Penso comunque che lo stile stia nel portamento e non sempre nelle cose che indossi, ragion per cui se avete gli armadi pieni vi consiglio di leggere un bel libro piuttosto che comprare vestiti che si accumuleranno nella sfilza di quelli che avete già.
Non è difficile.
Tutto sta nel riadattare.
Anche le gonne tirolesi possono avere un fascino. Giuro.
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